Ripuliamo rimboccandoci le maniche !

Rimboccarsi le maniche, partecipare attivamente alla vita della nostra città, essere (e sentirsi) parte della società, significa anche non ragionare più in termini di “si sarebbe dovuto”, “ci vorrebbe”, “dovrebbero”. Essere parte attiva della società significa prendere parte in prima persona al cambiamento che si vuole vedere.

Prendiamo ad esempio la tematica dei sacchetti biodegradabili, e la polemica circa la loro “imposizione”, che ha occupato le prime pagine di molti giornali nel corso delle scorse settimane. Del resto il tema ambientale e dell’inquinamento riguarda tutti noi. Eppure molto spesso, sia pur lamentandoci della qualità dell’aria e della pulizia dei nostri mari e dei fiumi, continuiamo a comportarci come se la responsabilità ed il dovere di agire fosse di qualcun altro. Se vogliamo che la nostra società e la nostra vita migliori veramente, dobbiamo noi stessi essere artefici del cambiamento e del miglioramento, senza aspettare che qualcuno agisca al nostro posto: rimboccarsi le maniche, appunto.
Come fa ogni giorno Anna Giannetti, cinquantenne, ex dirigente d’azienda, da poco trasferitasi in provincia di Latina, che assieme ai volontari del circolo locale di Legambiente che lei stessa ha fondato, raccoglie dalle spiagge del litorale di Terracina migliaia di mozziconi, cotton fioc, lattine, pezzi di plastica e polistirolo: “durante l’ultima pulizia effettuata abbiamo trovato anche tappi di bottiglie, bicchieri di plastica, secchioni di plastica usati per la pittura degli edifici, pezzi di sedie da esterno, bottiglie e contenitori in vetro, pezzi di legno, pezzi di tessuto, addirittura una bombola del gas, oltre un centinaio di “reste”, reti di plastica dove si coltivano i mitili, rinvenute in meno di 5.000 metri quadrati”.
Cattiva gestione da parte delle amministrazioni, certamente, ma anche scarsa attenzione da parte di tutti i cittadini.
Ecco perché è importante che ciascuno di noi si senta coinvolto, capisca che le nostre azioni si riverberano sulla qualità della vita collettiva, anche se spesso gli effetti positivi si possono valutare solo nel lungo termine. È comunque da noi tutti infatti, che devono partire le buone pratiche, siamo noi, con le nostre azioni, a dover innescare un circolo virtuoso e a dare energia ad un miglioramento dello stato di salute della nostra società e del nostro Paese, partendo anche da piccoli gesti.

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