La morte del referendum

Mi sono chiesta come mai in questo nostro paese non vengano più promossi i Referendum. Non mi riferisco ad uno in particolare ma al suo principio , alla sua funzione democratica, al suo valore come espressione di sovranità popolare. Insomma uno strumento nelle nostre mani che sembra non interessarci più. E pensare che le leggi sull’aborto o il divorzio ( per citare le più note e stiamo parlando di 40 anni fa ) sono passate da lì! In quegli anni avevano voglia di decidere e poi,noi, abbiamo avuto altro da fare ?

Questo strumento in questi anni è stato davvero maltrattato e poco utilizzato dai politici di turno e soprattutto da noi . Forse qualcuno pensa non sia sempre un bene che il popolo decida. Eppure ci sono paesi , come ad esempio la Svizzera , che spesso e più volte all’anno chiedono ai cittadini cosa pensano e cosa vogliono.

Ecco è questo il punto: nessuno ci chiede più di decidere. Siamo contenti così ? Preferiamo che siano gli altri a pensarci ; ci fa comodo che sempre gli altri decidano per noi e poi passiamo ore e ore nei salotti ( anche televisivi ) a lamentarci ed a urlare che nulla funziona. Ma chi accidenti lo ha deciso ?

Non decidere o astenersi non è una forma di democrazia e solo pura idiozia e significa fare parte di quel gruppo di persone che alimenta l’entropia oggi, nel nostro paese, a quota 73%.  ”L’entropia culturale -come descritto nel sito-  è il grado di disfunzionalità che si verifica in una comunità o nazione dovuta alla presenza percepita di bisogni insoddisfatti e comportamenti basati sulla paura che hanno un impatto nella popolazione generale. E’ una misura del conflitto, dell’attrito e frustrazione che esiste in una comunità ”.

Oggi mentre al Senato si decideva di non decidere sulle Unioni Civili ( senza entrare nello specifico ) ho pensato davvero a quella frase fatta , banale ed  irritante ‘’ Ognuno ha quello che si merita’’.

L'autore

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