Il potere della voce

voice

Il rientro dalle vacanze per molte persone è traumatico. Perché è il ritorno alla dura realtà dopo aver assaporato, per un momento, una vita spensierata, meravigliosamente leggera e “gaudente”.
Per altri invece è un momento normale, parte della vita. A volte pure entusiasmante perché, carichi di energia, è il momento di dare vita a nuovi progetti, aprire nuovi orizzonti e partire col vento in poppa.
Noi di Voc-azione apparteniamo a questa seconda categoria.
E, pur non avendo mai interrotto, abbiamo deciso di ripartire dall’inizio.
Abbiamo cominciato, mesi fa, parlando di voce; inauguriamo questa nuova stagione tornando a insistere sulla voce. Perché, soprattutto questa estate, abbiamo notato che l’Italia è divisa.
Parlano i politici, gli “opinion leader”, i giornalisti. Che sono, per quanto legittimati, una fetta molto piccola del Paese.
Il resto, e parliamo di milioni di persone, sembra chiuso in un pericoloso silenzio. Interrotto solo da effimeri sospiri di lamento per quello che non va, per questa crisi che non solo non si riesce a superare ma che, anzi, come un virus non curato, diventa ogni giorno più aggressiva.
Ma che cosa è un sospiro di lamento? È una voce senza volume. Espressione di agonia, di spossatezza, di rassegnata resa.
È una voce senza potere. Che sottolinea un’attesa non meglio identificabile. Che non crea dialogo in quanto, spesso, non chiede neppure di essere ascoltata.
È una voce senza valore.
In questi giorni abbiamo notato che un po’ ovunque sta rimbalzando il motto “Be a voice, not an echo”. E la cosa curiosa è che non siamo riusciti a trovarne l’autore originario. Sappiamo solo che tutti l’hanno fatto proprio.
Anche Bono l’ha utilizzato per il rilancio di One, la sua campagna contro la povertà nel mondo. E quindi anche noi abbiamo deciso di appropriarcene.
Sempre più consapevoli che l’Italia che vogliamo nasce da una voce chiara, che insieme a quella di altre persone diventa potente e cambia le cose. Per non restare un’eco sommessa e indistinta.
Perché è così che abbiamo cominciato, ed è così che intendiamo portare avanti il nostro progetto di “Italia a partire dagli italiani”.
E vogliamo aprire questa nuova stagione con un invito a tutti voi. Un invito ad alzare la voce. A parlare più forte. A mettere in movimento la vostra voce organizzando dialoghi con le vostre famiglie, con i colleghi e con gli amici.
Vogliamo infatti sentirvi di più e sentirvi più forte.
Perché l’Italia che vogliamo non può che partire dal potere della voce di tutti noi.
Altrimenti, ripetiamo, rimane un’eco dispersa nell’aria. Un’illusione uditiva, che l’Italia non può più permettersi.

L'autore

Lascia un commento

*

captcha *