Cambiare si può

Gennaio 18, 2018

Partecipare attivamente al cambiamento, riappropriarsi delle proprie città e del proprio quartiere, impegnarsi ed aiutarsi a vicenda per contribuire ad una vita più serena è ormai diventato l’obiettivo principale di molte persone.
Basti pensare al fenomeno mondiale delle “social streets”, un’idea nata nel 2013 da un gruppo facebook denominato “Residenti in via Fondazza – Bologna”, per favorire le pratiche di buon vicinato, socializzare con i propri vicini ed instaurare un legame, condividere necessità e conoscenze, e portare avanti progetti di interesse comune.
I residenti dell’area si sono conosciuti online e, constatato l’impoverimento generalizzato dei rapporti sociali, che ha poi determinato una perdita del senso di appartenenza ed un conseguente degrado urbano e mancanza di controllo del territorio, hanno deciso di riappropriarsi del proprio quartiere e di migliorare il luogo in cui vivono attraverso uno sforzo collettivo.
Le iniziative messe in atto spaziano dall’organizzazione di feste in strada al bike sharing, dalla portineria del quartiere alle pulizie della strada, sino alla cassetta degli attrezzi a disposizione di tutti.
Questa iniziativa ci porta a riflettere sull’importanza del sentirsi coinvolti, di essere parte della vita della propria città, del proprio quartiere, per migliorarne la qualità.
E non si tratta, poi, di un fenomeno isolato: sono infatti nate oltre 420 social streets, da Napoli a Trento, dall’Italia fino alla Nuova Zelanda.
Certamente è necessaria una buona dose di impegno e di volontà. Si tratta di mettere a disposizione dei propri vicini parte del proprio tempo oltre che delle proprie energie. È indubbio, tuttavia, che questo sia un ottimo modo per sentirsi utili, per “fare la propria parte”.
Sono convinto che dobbiamo attivarci direttamente per rendere il mondo in cui viviamo un posto migliore, oltre che contribuire a costruire delle città più vivibili.
Non possiamo sempre aspettare che ci pensi qualcun altro.
Progetti di questo tipo consentono poi di ricreare dei rapporti di buon vicinato (oltre che dei rapporti sociali in senso generale) che con il tempo sono andati sempre più degradandosi. Partecipare alla vita della propria via, del proprio quartiere o della propria città, non richiede però soltanto una pro-attività “online”: significa anche rimboccarsi le maniche nel vero senso della parola, impegnarsi ed agire per fare in modo che quel cambiamento che tutti noi sogniamo, possa prendere effettivamente forma

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